Parliamo di rischio stradale ?

A cura della Redazione

Guidare per lavoro è l'attività più pericolosa che la  maggior parte dei nostri colleghi possa intraprendere. I dipendenti che guidano per lavoro hanno maggiori probabilità di perdere la vita sul lavoro rispetto a quelli impiegati in attività notoriamente considerate più pericolose come i sommozzatori o i minatori.  Ci sono centinaia di migliaia di feriti sulle strade ogni anno e letteralmente milioni di collisioni che provocano costosi danni ai veicoli e proprietà. Si pensa che circa un terzo di questi incidenti coinvolga conducenti che erano al lavoro, e con il senno di poi, quasi tutti sono evitabili. Gli incidenti poi, lasciano spesso invalidità permanenti.

Cosa tratta :

Il dato è molto chiaro : In Italia più della metà delle morti sul lavoro è causata da un incidente stradale avvenuto in occasione di lavoro, come nel caso di tassisti o camionisti, o in itinere, nel classico tragitto di andata e ritorno tra la casa e il lavoro. I costi economici derivanti dagli incidenti stradali sul lavoro, sono difficilmente quantificabili e riguardano una serie importante di costi diretti e indiretti, sempre che non sfocino in contenziosi legali di difficile soluzione.

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro il mese di settembre 2022, sono in aumento del 35,2% rispetto ai primi nove mesi del 2021, con aumenti del +112,8% nel settore trasporti.

Il dato assume rilevanza nel caso del sesso femminile, (aumento del 59.7% nel 2022) perché di fatto risulta la prima causa di morte sul lavoro e dove lo stress lavoro correlato sembra giocare un ruolo fondamentale, in particolare per il percorso casa-lavoro.

I fattori che generano gli incidenti sono molteplici ed ormai tutti ben noti.

  • Lo stato (critico) delle infrastrutture
  • La carenza (cronica) di manutenzione
  • La carenza (cronica) di segnaletica
  • L’utilizzo (costante) del cellulare alla guida
  • Il superamento dei limiti di velocità
  • L’assunzione di bevande alcoliche e/o droghe
  • Lo stato di affaticamento fisico ma soprattutto psicologico/stressante.

Ogni datore di lavoro deve assicurare che il lavoro dei propri collaboratori sia sempre svolto in sicurezza e più in generale di garantire (durante il lavoro) la massima sicurezza tecnica, organizzativa e procedurale imposta dall'articolo 2087 del Codice Civile. Sembra banale da ribadire ma l’uso lavorativo di mezzi implica la valutazione e la seguente definizione delle misure di prevenzione e protezione. La guida, così come la postazione, l’idoneità psicofisica, la validità della patente di guida, sono tutti argomenti che devono essere valutati in primis e gestiti poi. L’argomento è complesso e spazia attraverso più norme e più riferimenti legislativi. A titolo di esempio ;

  1. Il divieto di assunzione di alcool e sostanze stupefacenti (Codice della Strada, artt. 186 e 187);
  2. Il rispetto dei limiti di velocità (Codice della Strada, artt. 141 e 142);
  3. Il divieto di uso del cellulare alla guida (a meno di usare dispositivi in viva voce – Codice della Strada, art. 173);
  4. Il rispetto dei tempi di guida e di riposo e l’uso del cronotachigrafo (Regolamento CE 561/2006¸ D. Lgs. N. 234/2007);
  5. Le ultime norme per il rilascio delle patenti di guida (Decreto del 22/12/2015, concernente anche la sindrome delle apnee ostruttive del sonno – OSAS);
  6. L’obbligo di effettuazione periodica delle revisioni (Codice della Strada, art. 80);
  7. Le procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare (Decreto del 22/01/19, che ha abrogato il precedente Decreto del 04/03/13).

Valutare tutti i rischi

Per approcciare al rischio stradale e quindi alla relativa valutazione del rischio è necessario analizzare un sistema che è composto da almeno tre elementi distinti e indipendenti (uomo, mezzo e ambiente) ma uniti in un equilibrio che varia molto a seconda delle condizioni esterne (meteo) dalle scelte di tipo meramente organizzativo (orari, spostamenti, percorsi) fino ad arrivare ai comportamenti individuali e allo stress lavoro correlato. Pensare di ridurre il rischio stradale significa quindi agire su ognuna delle componenti in questione, cercando di focalizzare bene le caratteristiche e intervenendo per ridurre in tutto o in parte i singoli rischi.

Ogni elemento considerato (uomo, mezzo e ambiente) deve essere analizzato nel dettaglio per ogni mansione lavorativa e/o gruppo omogeneo, attraverso ad esempio check list specifiche per il rischio stradale. Dalla check list emergeranno con chiarezza le lacune ed i punti su cui l’organizzazione può intervenire.

Una volta terminate le check list, è possibile valutare i rischi e definire le azioni da implementare sulla base di quanto riscontrato e valutato. Le misure di prevenzione del rischio stradale, dovranno essere differenziate in base alle mansioni e quindi all’esposizione al rischio.

A chiudere.

E’ importante ricordare che i rischi per la salute e per la sicurezza di chi per lavoro, ogni giorno guida un veicolo non sono solo e soltanto quelli derivanti dalla attività di conducente. Una serie di attività lavorative (corrieri, autisti di mezzi pubblici, portavalori, agenti di commercio, ecc.), lamentano rischi di molestie, aggressioni verbali e fisiche, furti, rapine e violenze in generale. Anche il trasporto di merci pericolose, di rifiuti e di prodotti in pressione risente in misura maggiore di stress lavoro correlato e insonnia, imputabili in buona sostanza alle condizioni ambientali  in cui opera. Anche gli impatti del traffico, cosi come il bilancio casa lavoro, impattano sulle condizioni psicofisiche di ognuno di noi, che per lavoro e sotto stress, si trova quotidianamente sulla strada.

Le azioni descritte, rappresentano un primo e importante passo per affrontare la questione rischio stradale, da sempre sottovalutata. L’approccio ricalca in toto quello che si utilizza per affrontare gli altri rischi dell’ organizzazione e quindi impegno sistemico ed organizzativo, sensibilizzazione sui comportamenti e soprattutto consapevolezza situazionale. L’effettiva presa di coscienza, unita al buon senso che ogni singolo lavoratore porta con sé, nella strada così come in ogni altro contesto lavorativo rischioso, possono fare la differenza e risultare determinanti per ridurre in toto i rischi derivanti dalla strada.

Quando scade

Il datore di lavoro deve valutare TUTTI i rischi dal primo  maggio del 2008, data di pubblicazione del testo unico D.Lgs 81/08. Il rischio stradale rientra ampiamente tra i rischi da valutare.

Indicazioni operative.

La massima sicurezza stradale si ottiene soltanto seguendo con attenzione le norme del Codice della Strada e quelle come già detto del comune buon senso. Tenendo conto che  principali cause che provocano incidenti stradali sono:

  • Sonnolenza;
  • Alcol  e guida in stato di ebbrezza;
  • Eccessiva velocità;
  • Distrazioni.

E’ facile provare a dettare un decalogo di  regole di buon senso, importanti per la sicurezza in strada di ognuno di noi.

  1. Allacciare la cintura di sicurezza. Sempre.
  2. Mantenere una corretta andatura, rispetto dei limiti.
  3. Non rischiare.
  4. Rispettare la distanza di sicurezza
  5. Fare tutti i regolari controlli di manutenzione
  6. Restare vigili
  7. Fare attenzione agli altri
  8. Essere lucidi alla guida (zero alcol, zero droghe e farmaci).
  9. Fare attenzione e quindi silenziare il telefono.
  10. Migliorare la vista in ogni condizione meteo.

 

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